La storia più antica:

Un antico manoscritto intitolato “I poemi del gatto” (oggi conservato nella Biblioteca Nazionale di Bangkok) risalente al 1350, è stato ritrovato tra le rovine di Ayutthaya, antica capitale del Regno del Siam (attuale Thailandia) ci narra delle poesie sui gatti raffigurando un gatto dal favoloso mantello molto chiaro con un contrasto di punte scure, molto simile al nostro Thai, allora chiamato Wichien Maet.
Antiche leggende narrano che questi gatti erano gelosamente amati dai regnanti, soprattutto dal Re che pare si fece tagliare un pezzo del proprio mantello per non far svegliare l’amato gatto che stava beatamente dormendo sopra, inoltre raccontano che gli stessi gatti avevano il potere di allontanare gli spiriti maligni e che “pulissero” la casa dal male. Questi stupendi esemplari venivano allevati e custoditi gelosamente dai monaci buddisti e si narra che fossero molto amati anche per il loro carattere molto simile ad un cane da guardia, infatti venivano considerati i custodi e difensori delle sacre anime nei templi.
Si narra inoltre che nel 1800 il Re del Siam avesse deciso di regalare una dozzina di esemplari di “Royal Siamese” ad altri ambasciatori, ma testi scritti ci confermano che i primi esemplari di Siamese di nome “Pho e Mia” (traduzione di Padre e Madre) sbarcarono in Europa nel 1884 come dono dal Re del Siam al console generale britannico Mr. Gould, che successivamente li regalò alla sorella Lilian Gould (Velvey da sposata). La signora Gould-Velvey divenne la prima allevatrice di Siamesi dell’epoca e presentò al 17° Cristal Palace (ottobre 1885) di Londra “Pho e Mia” assieme ai loro 3 cuccioli “Duen Gnai” nato a marzo – “Kalohom” e “Khromata” nati nel luglio 1885.

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La differenza tra Siamesi Thai e Siamesi “moderni”

Mrs. Guold-Velvey già allora fece notare la differenza tra i due gatti: “Pho” uno di tipo più robusto, paffuto, forte, descritto esattamente “rounded cheek”(guance arrotondate) che assomiglia al nostro attuale Thai, e “Mia” con linee del volto più sottili descritto da lei come “martin-face” (testa di martora) simile al Siamese moderno.

PhoeMia_cuccioli

La storia più recente:

Si racconta che nel corso delle due guerre mondiali, dei nostri amati gatti non ce n’erano rimasti molti e gli unici superstiti vennero accoppiati con altri simili fino ad ottenere negli anni 60/70 un nuovo standard molto più filiforme, dalle orecchie molto grandi, dal muso con nasi lunghi, zampe, corpo, coda lunghissimi, pertanto chi cercava un amico Siamese del vecchio tipo, difficilmente lo trovava.
Appena nel 1988 la presidentessa del WCF, Sig.ra Hackmann durante una visita in Russia, vide che lì erano presenti molti Siamesi con la morfologia del primo tipo di Siamese, ormai per tutte le altre federazioni decisamente fuori standard, ed insieme ad altri allevatori decise di iniziare il percorso del riconoscimento della nuova razza, registrando tutti i gatti come capostipiti. Così finalmente in Russia nel 1990, ci fu il riconoscimento ufficiale del vecchio tipo del Siamese con il nuovo nome di “Thai”. Nuovo nome ma vecchio amore per questo magnifico gatto, oggi finalmente apprezzato dalle più importanti associazioni feline internazionali.

Galleria foto storiche del gatto Thai (foto tratte dal web)